Alberto D'Atanasio

Docente di Storia dell'Arte Estetica dei Linguaggi visivi, teoria della Percezione e Psicologia della forma

Fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza.

Professional Skills

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Perfect Equipment

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Light Composure

Light Composure

Unic Vision

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375000+ Shoots

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Barattoli di vetro

Tu corri troppo le dicevo. Non ci conosciamo abbastanza, ho bisogno di capire che sta succedendo, lo vuoi capire?

Mi rispose con un sorriso, ma l'espressione degli occhi era triste. Ma non capisci che l'amore va seguito senza ma e senza se? Corro troppo? Corro sì perché credo nell'empatia, nel calore di un abbraccio, nella tenera forza di un bacio.

Il tempo corre e io voglio fare altrettanto, la vita fugge e io voglio ricordarla. Non ci conosciamo? Perché tu pensi che se aspettiamo a farci avvolgere dall'amore ci conosceremo meglio? Fece lei muovendo le mani come componesse segrete armonie all’aria mossa dalle dita.

Non lo so dissi io infilandomi le mani tra i capelli.

Non lo sai… diventò triste e il suo sguardo si fece spaesato come quello d'una bambina che non riesce a vedere nel buio, che non può più sperare.

La conoscenza è come l'amore ha tempi e vie che non puoi percepire con la ragione…

Io corro si.. La sentii frugare tra i barattoli di vetro, non volevo ammettere di aver torto… Non volevo darle la soddisfazione di aver ragione… L’unica ragione che conta diceva lei è la ragione dei sentimenti… il resto sono numeri senza senso…

La vidi in mezzo al giardino che con le sue dita muoveva la luce che filtrava tra le fronde, prendeva piccole scintille e nei barattoli le poneva.

Che fai? Lei mi guardò come avesse trovato banale la mia domanda poi sospirando disse…

Conservo la gioia della luce per quando verrà quel tuo tempo buio fatto di tempo, di schemi e teoremi, di calendari e di ragione.

Voglio esser pronta quando saremo senza luce, senza stelle né luna, senza sole, ma con un po di gioia… mi aiuti?

Alberto D’Atanasio

Arts' News

Ti ho cercata
09 Giugno 2020

Ti ho cercata

 

Ti ho cercata perché avevo bisogno di seguire la luce lungo il fiume di respirare l’aria che sa di campi in attesa.

Era necessario correre con la testa alta e le braccia aperte, sentire una nuova libertà di aspettare la sera.

Ho rincorso colombi in cerca di rami, alberi spogli a graffiare cieli per ispirare nuove gemme.

Il gocciolio di una fontana ammantata di muschio, licheni e l’argento delle foglie di ulivo pettinate dal vento.

Il mormorio di una porta corrosa dal tempo, edera a dividere le pietre, i decori ocra rossa dei rivoli della ruggine.

Ti cerco, steli d’erba profumata a segnare il passo della dea che lasciò il varco aperto.

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28 Maggio 2020

Svelare la Bellezza, rivelare la Bellezza.

 

Svelare la Bellezza, rivelare la Bellezza.

Esercizi di stile per comunicare il proprio essere.

25 Giugno 2020, dalle 10.00 alle 12.30 Webinair

Impresa Eccezionale, nell’ambito delle sue attività formative più innovative, ha promosso un seminario dal titolo “Svelare la Bellezza, Rivelare la Bellezza Esercizi di stile per comunicare il proprio essere” condotto dal professor Alberto D’Atanasio, docente di teoria dei linguaggi visivi.

Un seminario pensato per studiosi, managers, imprenditrici ed imprenditori, che offrirà nuovi punti di vista e nuove chiavi di lettura offerte dall’intervento del professor D’Atanasio, docente di Storia dell’Arte e semiologia dei linguaggi non verbali che, commentando ed appunto svelando e rivelando la bellezza iconica di alcune opere d’arte ci porterà a cogliere e scoprire i segreti dei significati più profondi delle opere stesse, ci accompagnerà nei meandri più interessanti della comunicazione non verbale, ci consentirà di riscoprire il valore del saper “leggere” un’opera d’arte.

Svelare la Bellezza, Rivelare la Bellezza è la risposta audace in un’epoca che ha conosciuto paure ed insicurezze legate ad una pandemia inaspettata ed aggressiva, che ha costretto le persone a recludersi nelle proprie case. Come diceva Lev Tolstoj: “la Bellezza salverà il mondo”.

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Svelare la Bellezza, rivelare la Bellezza. Esercizi di stile per comunicare il proprio essere.
28 Maggio 2020

Svelare la Bellezza, rivelare la Bellezza. Esercizi di stile per comunicare il proprio essere.

 

Svelare la Bellezza, rivelare la Bellezza.

Esercizi di stile per comunicare il proprio essere.

25 Giugno 2020, dalle 10.00 alle 12.30 Webinair

Impresa Eccezionale, nell’ambito delle sue attività formative più innovative, ha promosso un seminario dal titolo “Svelare la Bellezza, Rivelare la Bellezza Esercizi di stile per comunicare il proprio essere” condotto dal professor Alberto D’Atanasio, docente di teoria dei linguaggi visivi.

Un seminario pensato per studiosi, managers, imprenditrici ed imprenditori, che offrirà nuovi punti di vista e nuove chiavi di lettura offerte dall’intervento del professor D’Atanasio, docente di Storia dell’Arte e semiologia dei linguaggi non verbali che, commentando ed appunto svelando e rivelando la bellezza iconica di alcune opere d’arte ci porterà a cogliere e scoprire i segreti dei significati più profondi delle opere stesse, ci accompagnerà nei meandri più interessanti della comunicazione non verbale, ci consentirà di riscoprire il valore del saper “leggere” un’opera d’arte.

Svelare la Bellezza, Rivelare la Bellezza è la risposta audace in un’epoca che ha conosciuto paure ed insicurezze legate ad una pandemia inaspettata ed aggressiva, che ha costretto le persone a recludersi nelle proprie case. Come diceva Lev Tolstoj: “la Bellezza salverà il mondo”.

È questa visione ad ispirare il progetto di questo seminario che coinvolgerà la platea delle persone presenti in modo avvincente e convincente. Le persone che avranno partecipato a questa esperienza formativa torneranno alla loro quotidianità con ricchezza di capacità analitiche ed interpretative, agiranno con cura nella propria rappresentazione del sé, interagiranno nei propri contesti professionali con uno stile nuovo, più ricco e consapevole.

Per info ed iscrizioni: 345/1485248 –

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20 Maggio 2020

Via

Via

Ricordo la sua figura lieve curva sul fuoco o sull’acqua luccichii nella penombra, non c’era molto da descrivere in quella spoglia stanza, lei disegnava lo spazio e col suo cantare modellava forme a immagini che coloravano i pensieri. È così che inoltravano gli incantesimi, di mattino, pomeriggio e poi la sera.

Passare la collina e incontrare il mondo in fondo non serviva, bastava quell’essenza a creare eroi, fate e, da poveri, immaginar ricchezze degne di un re.

Ed ora che il tempo ha regalato pieghe a decorare le code degli occhi e fili d’argento sopra le orecchie di quel tempo sento la necessità e nella solitudine mi rifugio, rimedio e di essa cerco la compagnia. Che rintocchi pure il bronzo antico e della nenia ricorra la strofa.

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Bere quell'acqua
16 Maggio 2020

Bere quell'acqua

Amava credere in ciò che a molti sembra impossibile potesse essere vero.
Cocciuta e irremovibile, ma non si imponeva con maniere forti. Mi guardava negli occhi e sorrideva. Io a quel punto mi inquietavo e qualche volta le urlavo la mia contrarietà, la mia evidente e giusta visione delle cose, la razionalità e l'equilibrio, il buon senso. Volevo si sentisse stupida… Niente… lei abbassava il capo sorrideva, gli occhi si velavano. Era allora che non capivo perché non cambiasse mai atteggiamento. Mi persuadevo che col tempo avrebbe capito maturato, cambiato modo. La rividi, erano passati un bel po di anni, ma solo per me, lei era uguale, solo più donna, ma lo stesso sguardo, lo stesso sorriso. Una notte la vidi in mezzo al campo che benché autunno era fiorito, con una ampolla piena d'acqua faceva in modo che la luce della luna creasse riflessi con le gocce rotonde e il roteare del vetro. Dio com'era bella… Che fai? Le chiesi. Nulla rispose. Senza stupirsi, senza scomporsi ch'ero lì nella penombra a guardarla da minuti. Coloro col giallo di questi fiori e quello della luna quest'acqua, domattina la berremo e saremo più belli. Mi aiuti? Rispose. Di colpo mi sentii come anni addietro, volevo redarguirla a dovere, ma ero ero vecchio ormai per non capire… Certo, le risposi, scalzo andai da lei nel campo a prendere i colori dei fiori e della luna… Restai sveglio il resto della notte a vegliare a guardarla che dormiva… aspettando l'alba per bere, per bere quell'acqua…

Alberto
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Alberto D'Atanasio
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