BANKSY È TORNATO

Bere quell'acqua

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Bere quell'acqua

Amava credere in ciò che a molti sembra impossibile potesse essere vero.
Cocciuta e irremovibile, ma non si imponeva con maniere forti. Mi guardava negli occhi e sorrideva. Io a quel punto mi inquietavo e qualche volta le urlavo la mia contrarietà, la mia evidente e giusta visione delle cose, la razionalità e l'equilibrio, il buon senso. Volevo si sentisse stupida… Niente… lei abbassava il capo sorrideva, gli occhi si velavano. Era allora che non capivo perché non cambiasse mai atteggiamento. Mi persuadevo che col tempo avrebbe capito maturato, cambiato modo. La rividi, erano passati un bel po di anni, ma solo per me, lei era uguale, solo più donna, ma lo stesso sguardo, lo stesso sorriso. Una notte la vidi in mezzo al campo che benché autunno era fiorito, con una ampolla piena d'acqua faceva in modo che la luce della luna creasse riflessi con le gocce rotonde e il roteare del vetro. Dio com'era bella… Che fai? Le chiesi. Nulla rispose. Senza stupirsi, senza scomporsi ch'ero lì nella penombra a guardarla da minuti. Coloro col giallo di questi fiori e quello della luna quest'acqua, domattina la berremo e saremo più belli. Mi aiuti? Rispose. Di colpo mi sentii come anni addietro, volevo redarguirla a dovere, ma ero ero vecchio ormai per non capire… Certo, le risposi, scalzo andai da lei nel campo a prendere i colori dei fiori e della luna… Restai sveglio il resto della notte a vegliare a guardarla che dormiva… aspettando l'alba per bere, per bere quell'acqua…

Alberto
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